Bambini davanti agli schermi, sono davvero i nativi digitali?


Mio figlio ha imparato a parlare inglese a 4 anni grazie ai videogiochi! Mia figlia ha imparato a leggere a cinque anni grazie al tablet! I miei nipoti da quando avevano due anni, usano il cellulare e oggi a scuola sono i primi della classe! Per preparare i bambini al mondo del lavoro devono sapere utilizzare le tecnologie! Sono bambini digitali! Scrivere con la penna è ormai inutile meglio che inizino ad usare il computer!


La Federazione Italiana Medici Pediatri, FIMP, afferma che da zero a sei anni, i bambini non devono essere esposti a nessun schermo di smartphone o tablet e solo un'ora la giorno sotto i 12 anni.


L'esposizione prolungata nella prima infanzia agli schermi comporta alti rischi in termini di salute fisica, emotiva e psicologica e compromette i futuri apprendimenti. La luce emessa dagli schermi interferisce con la qualità del sonno. Magari il bambino dormirà tutta la notte, ma questo non significa dormire bene, ti è mai successo di svegliarti dopo un sonno ininterrotto e comunque sentirti stanco e nervoso? Questo è ciò che succede ai bambini quando nelle due ore prima del riposo restano incollati ad uno schermo.


Possiamo parlare anche delle onde elettromagnetiche potenzialmente cancerogene, che raggiungono il cervello del bambino quando ha lo smartphone in mano o comunque vicino al suo corpo, quando lo appoggi sulla pancia mentre sei in gravidanza. Queste onde possono essere responsabili di alterazione delle cellule celebrali e di disfunzione nello sviluppo neuropsicologico del bambino.


Nessun adulto, genitore o nonno nei discorsi sopracitati, letti in rete o ascoltati in vari ambienti, sembra conoscere e tenere in considerazione queste informazioni scientifiche, se pur siano molto diffuse.

Allo stesso modo nessuno parla di come stanno i bambini, di cosa gli piace, se sono felici, ma ogni frase è sbandierata come un successo da esibire, in una speciale gara a chi ha i figli o i nipoti più "avanti" degli altri nella corsa della vita!


In questa riflessione ho incontrato tante domande:


Per quanto tempo oggi si può essere semplicemente bambini?


I bambini hanno amici?

Parlano con i cani?

Accarezzano gli animali?

Ridono piangono battono i piedi, hanno paura?

Sanno aspettare?

Sanno meravigliarsi?

Sanno arrampicarsi su un albero?

Sognano cose grandiose?

Disegnano?

Si sporcano?

Litigano?

Fanno le capriole?

Fanno le torri?

Si dipingono le mani?

Hanno un pupazzo speciale con cui dormire?

Sanno fare le buche?

Saltano dal divano?

I bambini sono ancora bambini?

Perché la mia impressione è che si voglia farli crescere velocemente, piccoli adulti con lo smartphone sempre in mano (proprio come noi), che sappiano parlare più lingue, ma che se restano zitti e buoni a giocare ai videogiochi, danno anche meno noia. E poi perché dargli una penna un pennarello che sporcano pure, meglio una tastiera o un touch screen, così si preparano al mondo del lavoro già a tre anni! E se restano troppo seduti davanti agli schermi si mandano in palestra a fare sport e anche il corpo è a posto! Tutto è ben organizzato nell'esistenza di un bambino, come sanno fare gli adulti!


Ma un bambino per esistere e crescere, deve poter utilizzare liberamente il proprio corpo che è insieme di soma e psiche, per giocare, per relazionarsi con il mondo reale fatto di oggetti ed esseri viventi. Non può realmente imparare niente se non è coinvolto a livello corporeo e dunque emotivo in una relazione! Ci sarebbe da aggiungere che imparare a pappagallo ad esempio l'inglese, non significa saperlo utilizzare per intessere relazioni significative nella vita. Affinché ciò avvenga l'apprendimento di una nuova lingua si deve legare a ricordi condivisi, sapori, suoni, odori, emozioni.



A chi poi considera desueta la scrittura a penna, alla quale i bambini potrebbero rinunciare per dedicarsi al computer, vorrei ricordare che oggi le neuroscienze ci confermano che lo scrivere in corsivo è responsabile dell'accensione di molteplici sinapsi, che portano alla maturazione delle funzioni esecutive, tipiche della corteccia pre-frontale, che come saprete completa il suo assetto intorno ai 21 anni di età!


Per concludere i bambini non devono essere esposti precocemente agli schermi, per la salvaguardia della loro salute, ma anche perché non ne hanno bisogno per crescere!


Video, app, videogames, non arricchiscono davvero la conoscenza sul mondo, davanti agli schermi il corpo (che è mezzo privilegiato di apprendimento da zero a sei anni) riceve tutte le informazioni in modo passivo non integrandole come conoscenza.


Se crediamo che i bambini siano digitali, è solo perché ci fa comodo affermarlo. In un certo qual modo ci deresponsabilizza, anche noi del resto non sappiamo rinunciare all'uso sfrenato delle tecnologie e non siamo certo un buon esempio! Che i bimbi crescano velocemente grazie alla tecnologia, così potremo far sfoggio delle loro competenze agli occhi di altri adulti! Che a 3 anni sappiano utilizzare Youtube, che a 4 possano salire di livello a Super Mario, che a 6 aprano un profilo social!


Ma che bello sarebbe se potessimo andare orgogliosi di raccontare che nostro figlio è semplicemente un bambino! Che sta imparando ad essere autonomo.

Che sfoglia i petali delle margherite.

Che ascolta incantato tutte le storie che gli leggiamo.

Che casca e si rialza in piedi tante volte in un giorno.

Che ci bacia spesso e dice buongiorno a chiunque incontri per strada

Che riesce quasi a legarsi le stringhe.

Che si è sbucciato le ginocchia imparando a pedalare sulla bicicletta!


Per continuare a parlare insieme sull'utilizzo responsabile dei dispositivi elettronici con i bambini, scrivimi su mail o whatsapp.


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