L'importante relazione del bambino con gli oggetti del mondo. Prime proposte di gioco.

Aggiornamento: 24 apr 2021


Quando i bambini giocano, sperimentano il possibile con profonda leggerezza...quando i bambini giocano con gli oggetti li utilizzano in tantissimi modi, cercando di scoprirne ogni dettaglio. Fanno cose divertenti e divergenti, anche un po' impertinenti, che permettono di entrare nei segreti del mondo.
A. Di Pietro, Giocare con niente. Esperienze autonome con oggetti e cose "impertinenti".

C’è un momento in cui il bambino è molto interessato agli oggetti così come ai primi movimenti. Dai quattro mesi circa, il bambino può afferrare gli oggetti, prenderli in mano, portarli alla bocca, tirarli, scuoterli, lasciarli cadere, riprenderli. Il mondo delle cose diventa per il piccolo, un mondo tangibile e da questo momento scoprire ciò che sta intorno a lui diviene una priorità.

Quando poi, cominciano i primi gattonamenti, qualsiasi sia lo stile del suo movimento (c’è chi striscia, chi rotola, chi si sposta con una gambina ancora piegata sotto il sedere, chi a balzi…), muoversi in modo autonomo e raggiungere quell’oggetto che richiama la sua attenzione, rappresenta per il bambino una scoperta nella scoperta.


A casa questa energia vitale potrebbe creare ansie negli adulti, perché il bambino cercherà di raggiungere gli oggetti più impensati: toccare i flaconi dei detersivi sotto il lavello (se non li avete ancora spostati sarebbe una buona idea), di svuotare la scarpiera, di tirare giù i libri dalle mensole più basse, di srotolare la carta igienica … è comprensibile che venga voglia di tenerlo buono, fermo e al sicuro, ma questo frenerebbe un processo di crescita e conoscitivo del bambino. Naturalmente, le esplorazioni del bambino vanno contenute utilizzando il buon senso, confini chiari e regole sociali ( ad esempio: non si fruga nella spazzatura, non si rovescia la brocca del latte, non si va a bere o mangiare dalle ciottole dei nostri amici animali). L’importante è non frenare la curiosità e l’autonomia del movimento che permette al bambino di acquisire fiducia nelle sue capacità.


Cosa sa fare il bambino piccolo? Se lasciato libero di agire in un ambiente pensato per lui, in relazione con gli oggetti, progressivamente saprà prendere in mano gli oggetti e acquisire criteri di scelta, osservazione, composizione, connessione; saprà impilare, fare incastri, accostamenti, abbinamenti, combinazioni…


Nei primi tre anni di vita del bambino i genitori dovrebbero sapere che un bambino può giocare con niente, ovvero che più che dai cosiddetti giocattoli, la sua curiosità e il suo fare saranno accesi dagli oggetti, dai materiali non strutturati, con i quali possono essere preparate due proposte ludiche molto importanti.


Uno dei primi giochi che possono essere predisposti dall'adulto per il bambino, da quando riesce a stare seduto da solo, è il Cestino dei Tesori, nato da una proposta della psicopedagogista inglese Elinor Goldschimied. Invece di correre all'acquisto di giochi interattivi a batterie, vi invito a scoprire la ricchezza di questa idea. Sperimentato in tutti i Nidi per l'Infanzia da più di venti anni, il Cestino dei Tesori è un'attività pedagogica globale che coinvolge lo sviluppo del bambino in ogni suo aspetto, cognitivo ed emotivo. La mano ha un ruolo importante nella crescita, in quanto è un organo collegato alla psiche, che attraverso il tatto permette una conoscenza diretta del mondo. Per questo quando i bambini cominciano a stare seduti da soli, possiamo sfruttare la loro capacità di utilizzare le mani (e la bocca), per favorire l'esplorazione e la scoperta di materiali di diverso tipo. L'intelligenza dei bambini si sviluppa attraverso i sensi (vista, tatto, gusto, udito, olfatto), che rispondono alla relazione tra l'ambiente circostante ed il loro corpo pensante, è un'intelligenza costruttiva, che cerca di procurarsi le sollecitazioni e che sceglie tra gli oggetti che vede, quelli che suscitano maggior interesse.I bambini nel piacere dell'esplorazione autonoma, si dedicheranno ad un apprendimento attivo, sviluppando capacità di fare, di scegliere, di sperimentare.

Maneggiando, succhiando, rigirando in bocca gli oggetti, i bambini fanno scoperte relative al peso, alle dimensioni, alla forma, alla consistenza, al rumore, all'odore e quando scelgono un oggetto, possiamo immaginare che si stiano chiedendo: "Che cosa è?"

Elinor Goldshimied, Persone da zero a tre anni. Crescere e lavorare nell'ambiente del nido.


Cosa ci serve per preparare il cestino?

Innanzitutto il cesto deve essere bello, si non deve avere imperfezioni o sciupature, ma presentarsi alla vista compatto e solido, dovrà essere ai lati abbastanza resistente nel caso in cui il bambino vi si appoggi. Le dimensioni del cestino alla portata del bambino che ci si sederà al lato, nelle indicazioni dell'ideatrice del gioco si parla di un cesto a base rotonda, di materiale naturale 35 cm di diametro per 10-12 cm di altezza, ma queste indicazioni si riferiscono alla proposta del gioco al nido, in ambiente domestico e se preparate il cesto per un solo bambino, potete personalizzarle. Gli oggetti da inserire invece, dovrebbero attenersi a degli standar di sicurezza. Fino ai 36 mesi di età, si consiglia di non introdurre oggetti piccoli che potrebbero causare soffocamento, io per facilitarvi la scelta vi propongo la prova del rotolo di carta. Prendete un rotolo di carta igienica e se l'oggetto passa dal buco, scartatelo. Inoltre gli oggetti non dovranno essere deteriorati o materiali facilmente deteriorabili, perchè il gioco dei bambini prevede ovviamente, il portarli alla bocca, schiacciarli tra le mani, tirarli... Detto questo sappiate che il gioco deve avvenire sotto vigile presenza dell'adulto e che da questa è garantita la sicurezza e la buona riuscita dell'esperienza. I materiali che sceglierete dovranno offrire il massimo interesse per il vostro bambino, coinvolgendo tutti i suoi sensi, il cestino non dovrà contenere giocattoli, ma oggetti di uso comune presenti in casa e materiali naturali recuperabili all'esterno. Di seguito, vi lascio un esempio di materiali appartenenti a diverse categorie che potrete inserire nel cestino, da non offrire tutti in una volta, ma da selezionare di volta in volta, mentre osserverete l'evolversi del gioco del bambino. Questa attività ludica evolve nel tempo, accompagnando le scoperte del bambino, potrete proporre materiali sempre più complessi, andando a sollecitare l'uso di nuove strategie, lo sviluppo della destrezza manuale e digitale e stimolare la coordinazione oculo-manuale.


Cosa metto nel cestino (uno per tipo):


-Pigne, sassi, zucche, conchiglie, tapponi di sughero, legnetti levigati dal mare, cortecce;


-Gomitoli di lana, corde, spazzole naturali, spugne, pennelli da trucco o da barba;


-Portatovagliolo in legno, nacchere, mollette, cubi e scatoline di legno, portauovo, mestoli;


-Cucchiai, catenelle, formine per dolci, mazzo di chiavi, colino, caffettiera piccola, campanella;


-Scampoli di stoffa, pelle, gomma, pallina da tennis, nastri, piumino per cipria;


-Oggetti di carta e cartone di recupero come cilindri e tubi, scatoline, block notes, cartoline;


-Fantasia...

Non è necessario che l'adulto giochi con il bambino, è molto più importante che gli stia accanto, che lo incoraggi con interesse ed attenzione, magari stando seduto a terra con lui. L'adulto non dovrebbe suggerire cosa fare, ma lasciare che il bambino viva una relazione spontanea con gli oggetti, manipolandoli ed entrandoci in contatto liberamente. Il bambino già a pochi mesi infatti ha la competenza di decidere da solo in base agli stimoli ricevuti, esercitando la capacità di scelta e decisione che vanno a rafforzare l'immagine di Sé. Siate dunque, una presenza premurosa, ma non attiva e aspettate che sia il bambino a farvi capire quando vorrà condividere l'esperienza, magari portandovi sorridente l'oggetto da lui scelto.


Cosa fare se il bambino lancia gli oggetti? Ricordare che questa azione non mostra disinteresse per la proposta o l'oggetto in questione, "lo lancia perché non gli piace", è un pensiero adulto, non proprio del pensiero bambino. Piuttosto, il bambino lancia le cose per sperimentare, è una azione che corrisponde ad una specifica tappa evolutiva e comporta dunque, una conquista.


Il bambino attraverso il lancio dell'oggetto, acquisisce la percezione di uno spazio esterno a sé, uno spazio che non è più solo quello corporeo, nell'abbraccio della mamma. Il lancio dell'oggetto amplifica il raggio di azione del corpo del bambino nello spazio! Oltre al proprio corpo (e a quello della mamma) c'è un ambiente esterno, sarà questa conquista, che permetterà al bambino di avviare un processo di intuizione del suo Esistere nell'ambiente.


Detto questo potremo osservare con calma l'azione del bambino lanciatore e rafforzare con la nostra comprensione le sue conquiste, contenendo l'azione, solamente nel caso in cui arrechi danno a persone o cose.


La seconda proposta ludica è Il Gioco Euristico, ideato sempre da Elinor Goldshimied, è pensato per i bambini intorno ai due anni di età ed è caratterizzato da una pluralità di oggetti, che permettono una vasta gamma di combinazioni e dunque di scoperte. Il termine euristico deriva dalla famosa espressione attribuita ad Archimede: "Eureka!", che significa "Ho trovato!". Nel momento in cui i bambini giocano con gli oggetti le possibilità combinatorie fanno la differenza e un'ampia varietà di oggetti che presentano varie caratteristiche, offrirà molte possibilità di sviluppare azioni collegate a pensieri che genereranno idee intenzionali.


I bambini in questa fase evolutiva, hanno un fare scientifico, mentre giocano, si relazionano agli oggetti, ne scrutano i dettagli, rivelandone i particolari, provano e riprovano, fanno ipotesi e cercano di confutarle, fanno scoperte per caso, ascoltano e analizzano per avanzare nuove ipotesi, organizzando le conoscenze acquisite. Il Gioco Euristico è un processo di idee che riguarda le caratteristiche fisiche delle cose e rimanda al procedimento scientifico empirico ed intuitivo.

Dal momento in cui i bambini si muovono nello spazio in modo autonomo, fino a quella fase dello sviluppo in cui inizia il gioco prettamente simbolico, è possibile predisporre anche a casa il Gioco Euristico.


Consiste in una messa a disposizione di oggetti scelti e selezionati dall’adulto, permettendo al bambino di essere protagonista attivo e autonomo del suo giocare. L'adulto predispone l’ambiente di gioco delimitandolo ad esempio con un tappeto e rendendolo più possibile sgombro da distrazioni (televisione spenta, ad esempio) per allestire delle composizioni di materiali non strutturati.


I materiali saranno scelti in base alla loro trasformabilità nelle mani del bambino, scegliendoli per le caratteristiche tassonomiche (peso, volume, grandezza, forma colore) diverse, cercando sempre tra oggetti di uso comune, materiali di scarto, oggetti di recupero, materiali naturali.


Questi materiali saranno raccolti e raggruppati per tipologia in contenitori adatti, come ad esempio i sacchetti di stoffa, barattoli di latta o ceste. I contenitori sono importanti, danno una connotazione al contesto permettendo al bambino di orientarsi meglio e fanno parte del gioco stesso, perché offrono una piacevole possibilità di riordino, dapprima osservato e poi attuato dal bambino stesso. In questi giochi la presenza dell’adulto insieme alla scelta dei materiali è garante di successo.


L’adulto che sta a fianco al bambino, lo incoraggia e lo sostiene senza intervenire nel suo fare, senza aspettarsi niente, ma garantendo la ricchezza dell’esperienza autonoma, predisponendo con cura l’ambiente e mantenendolo ben ordinato, mostrando reale interesse verso il gioco di scoperta del bambino


E come per magia l’ansia per il bambino che vuole andare a toccare tutto, che non sta mai fermo, che lancia oggetti in giro e svuota i cassetti, svanirà e si sperimenterà una “autonomia reciproca”, del bambino e dell’adulto. L’adulto (spesso la mamma), a partire da intensi momenti di scambio, di dialogo e di cura con il bambino, potrà osservare la forte concentrazione nel libero movimento e nel gioco autonomo del bambino, questo perché il piccolo ha fiducia e si sente soddisfatto della relazione con l’adulto, potendosi concentrare su quello che gli interessa: il mondo degli oggetti, delle cose e dei fenomeni del mondo esterno.


Mentre l’adulto, sicuro del valore dell’attività del bambino, perché lui stesso ne ha organizzato le condizioni, potrà restare a fianco rilassandosi, senza sentirsi in colpa, inutile, tagliato fuori. E' dimostrato che i livelli di attenzione che si mantengono in questo tipo di gioco, sono anche di un'ora. Ci sono tre principali fattori che agiscono simultaneamente: la curiosità suscitata dalla messa a disposizione di vari oggetti, il desiderio di esercitare le crescenti capacità nel prendere possesso di ciò che è nuovo e trasformarlo; la fiducia che si rafforza grazie alla presenza, premurosa ed interessata, anche se non attiva dell'adulto.






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