Le origini della comunicazione nello sviluppo psicomotorio del bambino

Imparare e comunicare sembrano spesso processi scontati per tutti gli esseri umani, in quanto sono naturali per la maggior parte di noi. Oggi in Italia una persona su dieci combatte però una battaglia quotidiana con la sua capacità di elaborare correttamente le informazioni sensoriali ed essere compresa dall'altro. Quando la capacità di interagire con il mondo esterno è compromessa, la persona va incontro a una perdita di fiducia in se stessa che a sua volta aumenterà la difficoltà di comunicazione e di apprendimento.


Nella cultura occidentale la mente e la razionalità hanno da sempre avuto una esclusiva rilevanza quando si parla di sviluppo degli apprendimenti. Come se la nostra mente collocata nella testa, potesse dirigere e governare tutto il resto, in modo autonomo ed indipendente dal corpo e dalle sue sensazioni, percezioni, emozioni.


"La cultura della ragione intesa come razionalità e potenza costruttiva del soggetto, come costruttore di mondi, cerca di sottomettere la realtà intesa come mondo interno ed esterno, ai domini imperativi delle norme e delle regole." Ivana Padoan

Quando io ero piccola a scuola solo chi era bravo in matematica era considerato un bambino intelligente, un cervellone, oggi conosciamo la teoria delle intelligenze multiple e la riflessione scientifica ha portato a valutare il corpo come sede primaria dello sviluppo di qualsiasi apprendimento. Il corpo è il mezzo attraverso il quale fin dalla nascita, è possibile percepire la realtà attraverso i sensi, provare emozioni e fare esperienze. Per quanto ci dicono le neuroscienze è il corpo che conserva la memoria delle esperienze che il bambino fa, attraverso i sensi. Questo ci porta a riconsiderare l’apprendimento come un avvenimento che ha prima di tutto a che fare con l’affettività e le emozioni e poi con la razionalità, la capacità di calcolo e la logica.


Ricerche scientifiche ci dicono che il nostro cervello è sensibile all’esperienza durante l’intero arco della vita, ma proprio in questo primo periodo dell'esistenza, è l’esperienza stessa che organizza il cervello.

Le esperienze primarie determinano enormemente la struttura cerebrale, e le competenze future, molto più della genetica. Comprendere che i geni non scrivono il destino, getta sui genitori nuove responsabilità ma anche nuove opportunità. Perché il primo ambiente del bambino siete voi genitori, e all’inizio della vita è l’utero della mamma. Il mio impegno come pedagogista a supporto della genitorialità è offrire ai genitori dei riferimenti certi per costruire insieme una mappa, che orienti il fare del genitore a favorire un armonico sviluppo del bambino. Genitori responsabili sono coloro che a partire da se stessi, si impegnano a divenire persone capaci di trasmettere passione e sentimento ai propri figli. Questo basterebbe già da sé a garantire un fluido sviluppo della comunicazione, ma come sapete non si vive in un mondo ideale e ognuno di noi porta in sé la propria complessa storia, sarà l’arte di intrecciare tutto questo nella nostra mappa che garantirà il successo de genitore nell’affiancare e sostenere la crescita dei figli.


Insieme alla dott.ssa Amalia Ascione, logopedista abbiamo deciso di dedicare un webinar allo sviluppo della comunicazione e del linguaggio a partire dal periodo prenatale e perinatale, considerando il corpo e la mente, soma e psiche, come un tutt’uno da cui si dirama la storia personale di ogni essere umano.

Il percorso conoscitivo e formativo online è disponibile su prenotazione alla mia mail e offrirà un supporto a genitori in attesa, neogenitori o a chi genitore lo è già ed ha a cuore lo sviluppo del linguaggio dei propri figli.


Nel percorso che offriremo online in diretta Zoom, per la prima volta a partire dal 03 novembre 2021, ci dedicheremo alle origini della comunicazione nello sviluppo psicomotorio del bambino da zero a 12 mesi. Infatti, in questa tappa evolutiva del bambino sarà l'ambiente delle relazioni primarie che determinerà la sua maturazione di funzioni cognitive. Proprio in questo periodo i genitori possono divenire i maggiori promotori di uno sviluppo armonico della psicomotricità del bambino, prevenendo compromissioni future, facendosi ambiente favorevole all'origine della comunicazione nella relazione e alla nascita del linguaggio verbale. Si tende infatti a pensare che il linguaggio si origini magari ai 12 mesi con le prime parole, ma a monte ci sono dei prerequisiti che il bambino matura nelle relazioni primarie. Possiamo dire che l'ambiente traduce le richieste e i bisogni che il bambino esprime attraverso il suo corpo, producendo una circolarità di domande e risposte in una reciprocità relazionale.


Per parlare di sé il bambino dovrà poter usare il corpo ai fini comunicativi.


"Affinché la parola affiori sul piano umano occorre che il pensiero si incarni che abiti il corpo, che divenga il pensiero verbalizzto o verbo umano". Alfred Tomatis

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